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Qualche buona prassi per risparmiare energia
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Forum -
Ambiente ed energia
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Scritto da SardegnaDemocratica
Giovedì 28 Gennaio 2010 11:54
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Venerdì 22 e sabato 23 gennaio centinaia di persone hanno assistito alle tavole rotonde organizzate da Sardegna Democratica ad Oristano e a Cagliari sull'energia e sul nucleare. Complessivamente 40 tra scienziati, politici, sindacalisti, esponenti delle associazioni ambientaliste, esperti, hanno discusso ed hanno risposto alle domande del pubblico sulle migliori soluzioni utili a fronteggiare le problematiche energetiche della Sardegna. Nei prossimi giorni i video di entrambe le serate saranno on line.
"La miglior energia prodotta è quella non consumata" ha detto Renato Soru parlando dei cambiamenti degli stili di vita che dobbiamo imporci. Dobbiamo assumere la consapevolezza che il progresso non è illimitato e la responsabilità che una parte del mondo non dispone di alcuna energia a causa del nostro surplus di consumo e dell'interdipendenza tra produzione/risparmio energetico e paesaggio specie in un territorio rilevante per ambiente, natura, cultura. Dobbiamo tutelare l'ambiente e focalizzare l'attenzione sull'assetto attuale delle fonti energetiche e dei consumi come la Sardegna. Per queste ed altre ragioni abbiamo l'obbligo di essere sempre informati e vigili.
E' noto che il Sistema Energetico Regionale della Sardegna è quasi isolato dal punto di vista strutturale.Sulla base di dati forniti dall'ENEL la potenza in MW al 2007 è così distribuita:
Termoelettrico 978
Sulcis 538
Portoscuso 264
TG Assemini 176
Idroelettrico 427
(unità di esercizio)
Taloro (4 impianti) 314
Coghinas (4 impianti) 38
Flumendosa (6 impianti) 75
Eolico 101
Monte Arci 11
Nuova Alta Nurra 12
Sa Turrina Manna 24
Littigheddu 54
Per un totale di 1.506 MW, ovvero 1,5 GW. Su un totale di energia prodotta pari a 13.693 GWh, i consumi, al netto delle perdite di rete, sono così ripartiti:
Settore industriale: 60,3%
Agricoltura 1,7%
Abitazioni 18,7%
Servizi 19,2%
E' stata inoltre esportata una quantità di energia pari a 670 GWh destinata ad altre regioni. Oggi il collegamento con l'Italia, è via cavo sottomarino Sardegna- Corsica -Italia (SACOI) di limitata potenza (250 MW ). E' previsto il potenziamento mediante un nuovo cavo in c.c. da 500 MW ed un ulteriore cavo da 500 MW per collegare la Sardegna e la Penisola Italiana (SAPEI). Un cavo in c.a. da 50 MW collega la Sardegna con la Corsica denominato SARCO.
Il piano che avrebbe preparato la Edison (50% di proprietà della francese EDF) se in Italia si tornasse al nucleare come "arma" per abbattere le emissioni di Co2, (La Repubblica, 17 marzo u.s.) dato il vincolo posto dalla UE all' Italia di ridurre del 20% le emissioni rispetto al 1990, valuta che sarebbe ideale costruire tra le cinque centrali nucleari (totale 10 GW di potenza) e le dieci centrali nucleari (totale 20 GW di potenza). Ne risulta che ciascuna centrale, per essere economicamente conveniente, dovrebbe avere almeno 2 GW di potenza. Con siffatto scenario, anche prefigurando trend di crescita dei consumi, nell'Isola non c'è spazio economico per una centrale nucleare. E quindi ci si deve preoccupare del fatto che se la scelta del nucleare si concretizzasse in altre regioni, la Sardegna, per la configurazione geologica scevra dai terremoti, sarebbe appetibile come discarica di scorie nucleari.
Quali le azioni possibili per scongiurare il nucleare e dare il nostro contributo per abbattere le emissioni? La risposta è all'interno di un ragionamento che ponga allo stesso livello esigenze di realizzare: impianti eco-compatibili, risparmio energetico, qualità architettonica e del paesaggio. Tra le tante azioni possibili, a livello diffuso, prioritaria è quella di promuovere una seria politica per il risparmio energetico, a partire dalle costruzioni per abitazioni civili e per gli edifici pubblici e di servizio che consumano circa il 40% della energia prodotta. In Sardegna sono circa 803.000 le abitazioni di cui 209.000 quelle vuote. Gran parte è realizzata in modo indifferenziato rispetto al luogo e al clima locali, demandando solo all'impianto tecnico il compito di regolare le condizioni climatiche interne.
Ma è possibile ottenere un sensibile risparmio energetico con la bioarchitettura che con la qualità costruttiva e con l'identità paesaggistica, incide sul benessere e sulla qualità della vita. Questi criteri sono tuttora sporadici e tipici di un mercato di nicchia o di sperimentazione ed invece il benessere fisico, ambientale, psicologico e la qualità architettonica dovrebbero guidare le scelte progettuali per tutti gli edifici.
Alla base della progettazione deve esserci l'esatta conoscenza dei luoghi. Caratteristiche del microclima, esposizione solare, venti predominanti, brezze estive, per il naturale raffrescamento degli spazi interni. In Friuli e Trentino, in base al consumo energetico di un edificio, sono state identificate diverse categorie:
- consumo di calore inferiore o uguale a 10 KiloWattora per mq l'anno che si può garantire, in pratica, anche in assenza di un sistema di riscaldamento attivo;
- consumo di calore inferiore ai 30 KiloWattora per mq;
- consumo di calore inferiore ai 50 KiloWattora per mq l'anno. In questo caso si parla di "casa da 5 litri", perché il consumo energetico comporta l'uso di 5 litri di gasolio o 5 m³ di gas per mq l'anno.
Una casa tradizionale consuma dai 90 ai 120 kWh per mq all'anno. Per case ad elevato rendimento energetico è disponibile un bonus di cubatura. E' applicabile il dispositivo dell'art. 11 D.L. 115/2008 "Attuazione della direttiva 2006/32/CE sull'efficienza degli usi finali dell'energia e i servizi energetici (G.U. n. 154 del 3/07/2008), che prevede incentivi "urbanistici" per gli edifici (di nuova costruzione o esistenti) più efficienti dal punto di vista energetico.
Per quanto concerne azioni possibili per i consumi energetici nelle industrie, la promozione di politiche di risparmio fornisce interessanti risultati se unita alla rivisitazione dei processi produttivi in tal senso. L'utilizzo delle aree dove sono presenti insediamenti produttivi che hanno occupato 17.752 ha di territorio (177 km quadrati), per la collocazione di ulteriori impianti eco-compatibili eolici, fotovoltaici, solari più in generale, consentirebbe di soddisfare ampiamente le esigenze della Sardegna rendendola energeticamente indipendente e sostenibile. Nella localizzazione degli impianti eco-compatibili l'attenzione deve, infatti, essere sempre alta. Anche se si considera positivo un impianto termoelettrico a biomassa rispetto agli obiettivi di Kyoto, o un impianto fotovoltaico posizionato a terra, se sono costruiti in campo aperto in area agricola, causano una "ferita" sul territorio, creando l'apertura di una nuova piccola area industriale in "aperta campagna".
Per minimizzare l'alterazione paesaggistica è opportuno che tutti gli impianti di generazione elettrica vengano realizzati dentro o nei pressi di aree già alterate e compromesse da recuperare o dentro le aree industriali esistenti. Le buone prassi in materia di energia sono l'elemento portante del Piano Energetico e Ambientale della Regione Autonome della Sardegna elaborato dalla giunta Soru, che alleghiamo; del PPR (Piano Paesaggistico Regionale), della Delibera 28/56 del 26/07/2007, con cui si detta la disciplina per l'inserimento degli impianti eolici e le norme sull'ubicazione degli impianti ad energia solare fotovoltaica.
* articolo tratto dal sito di Sardegna Democratica
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Suggestioni
"La corruzzione è un fenomeno molto diffuso.Nelle statistiche
internazionali l'Italia resta agli ultimi posti, insieme ai paesi africani.
Il fenomeno è molto preoccuapnte perchè disincentiva gli investimenti
stranieri".
Tullio Lazzaro, Presidente della Corte dei Conti
ADERISCI ALL'APPELLO
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